Sanità. Anche i medici di medicina generale verranno impegati nelle Case di Comunità del Trapanese

Lo prevede l'accordo siglato tra Asp e organizzazioni sindacali

Redazione Prima Pagina Golfo
Redazione Prima Pagina Golfo
05 Febbraio 2026 10:52
Sanità. Anche i medici di medicina generale verranno impegati nelle Case di Comunità del Trapanese

Ci saranno anche i medici di medicina generale presenti e operativi nelle case di comunità dell'Asp di Trapani sul territorio provinciale. Lo prevede l'accordo aziendale siglato tra il commissario straordinario Sabrina Pulvirenti e le organizzazioni sindacali Fimmg, Snami e Smi. L'intesa prevede l'avvio di una fase sperimentale presso la casa di comunità di Partanna, l'unica finora operativa nel Trapanese. In base all'accordo, i medici di medicina generale verranno impiegati con il fine di rafforzare l’assistenza territoriale attraverso una piena integrazione tra la casa di comunità e gli studi medici, distribuiti capillarmente sul territorio, favorendo una presa in carico più efficace e continuativa dei cittadini. Dunque, i medici aderenti svolgeranno la propria attività all’interno della casa di comunità operando in integrazione con il personale sanitario, sociosanitario e amministrativo dedicato, nell’ambito dell’organizzazione aziendale.

"L’attività dei medici", fanno sapere dall'Asp, "sarà orientata in particolare alla gestione della cronicità e ai follow-up programmati dei pazienti stabilizzati, alla rivalutazione dei piani terapeutici e al monitoraggio dei principali parametri clinici. Centrale sarà inoltre la “Medicina di iniziativa”, con la presa in carico pro-attiva dei pazienti fragili e cronici, il richiamo dei soggetti non aderenti ai controlli programmati e l’individuazione precoce di eventuali criticità clinico-assistenziali. Un ruolo rilevante sarà svolto anche nell’ambito dell’educazione sanitaria e del counseling, con interventi mirati all’educazione terapeutica e al miglioramento dell’aderenza farmacologica, nonché attraverso l’utilizzo di strumenti di telemedicina, quali il telemonitoraggio dei pazienti cronici, i teleconsulti e le rivalutazioni cliniche a distanza.

Per il commissario Pulvirenti "si tratta di un accordo che rafforza l’assistenza territoriale e garantisce una migliore presa in carico del paziente fragile e cronico, puntando su una medicina di iniziativa e proattiva".

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