Manuel Foderà, avviata la fase diocesana per la beatificazione

Giuramento del tribunale e dei postulatori

Redazione Prima Pagina Golfo
Redazione Prima Pagina Golfo
27 Giugno 2026 14:41
Manuel Foderà, avviata la fase diocesana per la beatificazione

È stata aperta ufficialmente ieri pomeriggio, nella cattedrale di Trapani, la fase istruttoria della Causa di Beatificazione e Canonizzazione del Servo di Dio Manuel Foderà, il bimbo di Calatafimi Segesta morto a soli 9 anni il 20 luglio 2010 che ha trasformato la propria vita, con i suoi lunghi periodi di durissima sofferenza, in una missione di luce.

L’evento di ieri, presieduto dal vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli, ha rappresentato il compimento dell’ampia fase preliminare con l’insediamento di un apposito tribunale diocesano e il giuramento dei componenti.

Durante la sessione di apertura, hanno quindi prestato giuramento il Vescovo diocesano, gli Officiali del Tribunale, il Postulatore Francesco Catozzella, docente di Diritto matrimoniale canonico presso l’Università Lateranense e avvocato della Rota Romana. Si tratta dell’organo formale incaricato di guidare l'istruttoria. Per questo delicato compito, il vescovo ha nominato come delegato vescovile don Emanuel Mancuso, Promotore di Giustizia don Luca Milazzo e notaio don Giovan Battista Lipari. Questo organismo avrà il compito di raccogliere le testimonianze proposte dal Postulatore della causa.

Per la ricerca del materiale storico e degli scritti inediti resta operativa la Commissione Storica diocesana presieduta da don Liborio Palmeri e composta da Stefania La Via, vicedirettrice dell’Archivio diocesano, e da don Giuseppe Grignano, direttore della pastorale giovanile diocesana.

La breve vita di Manuel Foderà, è ben descritta da Lilli Genco su Avvenire: “Nato nel 2001 e cresciuto a Calatafimi Segesta, Manuel ha vissuto una lunga battaglia contro un neuroblastoma aggressivo. Una sofferenza logorante, trasformata però in una ‘missione di luce’ per ‘sciogliere i cuori più induriti’. La sua vicenda, segnata da continui ricoveri e terapie devastanti iniziate ad appena quattro anni, più che la cronaca di un’esistenza dolorosa è il diario di un’amicizia profonda: quella con Gesù, che chiamava il ‘mio amico speciale’.

Pur consapevole della fine imminente, nel giorno del suo ultimo compleanno, al termine di una originale caccia al tesoro il cui premio finale era una statuetta di Gesù bambino invitò gli amici a non mollare mai ‘perché un guerriero della luce anche se sta morendo ha Gesù nel cuore’. Bambino dalla fantasia travolgente, appassionato di feste in costume, Lego e di macchine sportive, Manuel non ha mai smesso di essere un vulcano di iniziative. Memorabile l’episodio in cui, pur trovandosi in isolamento in ospedale, riuscì a organizzare un pranzo per 50 bambini di una delle borgate più difficili di Palermo.

Ogni corsia diventava uno spazio di gioco; le flebo e i trattamenti venivano convertiti in ‘complici’ per la sua missione: avvicinare medici, infermieri e piccoli pazienti o persone lontane a Gesù. Una mobilitazione spirituale che continuava inviando messaggi, lettere, preghiere: centinaia! ... Nelle sue preghiere Manuel non chiedeva la guarigione per sé: intercedeva per la pace nel mondo, per la conversione dei cuori e perché i bambini della Terra non soffrissero. Aveva chiesto e ottenuto di ricevere la Prima Comunione in anticipo, definendo l’Eucaristia una ‘bomba di grazia’.

Proprio a questo legame intimo con Gesù nell’Eucaristia sono dedicate le pagine più intense della biografia scritta da Valerio Bocci per le edizioni San Pino (oggi pubblicata in diverse lingue), che ricostruisce dialoghi e scritti, disegni e preghiere custoditi dalla mamma, Enza Milana”.

“Sentiamo vicini tutti coloro che hanno conosciuto il nostro Manuel, in ospedale o nel suo ambiente di vita”, ha detto il vescovo Pietro Maria Fragnelli in occasione dell’apertura del processo di beatificazione e canonizzazione, ricordando infine un pensiero espresso da Manuel: “Quando la mia vita era buia e addolorata, un giorno ho incontrato un amico davvero speciale, mi ha dato la mano e io mi sono fidato di lui. Ed è stato così che lui è entrato nel mio cuore per sempre … e mi dice: Il tuo cuore non è il tuo, ma il mio e io vivo in te. Non ci credete? Provate a concentrarvi, senza distrarvi chiudete gli occhi, pregate e parlate che Gesù vi ascolterà e parlerà al vostro cuore… Lui vi ama molto più di quanto voi lo possiate amare!” .

Tra i numerosi presenti nella cattedrale San Lorenzo, diverse autorità civili e militari. Pochi i sindaci del territorio che hanno partecipato all’evento (nelle immagini). Di questi, soltanto il Comune di San Vito Lo Capo ha dedicato oggi un post “alla emozionante sessione di apertura della fase diocesana per la beatificazione del servo di Dio Manuel Foderà”. “Anche la Comunità Civile di San Vito Lo Capo si unisce alla Comunità ecclesiale diocesana per questo grande dono del giovanissimo Manuel, figlio di questo nostro territorio trapanese. – continua iul post – Ai genitori, alla sorella e al fratello Foderà Francesco và la nostra stima e fraterna vicinanza con l'augurio che presto possa completarsi il cammino di riconoscimento di beatificazione”. 

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