In occasione del centenario della nascita del pittore Pietro Spica (1926-2026), l’editore Ernesto Di Lorenzo organizza con la collaborazione dei figli dell’artista ed il patrocinio del Comune di Alcamo, una mostra antologica.
Presso la Sala Rubino del Centro Congressi Marconi dal 16 al 20 ottobre saranno esposte sessanta tele realizzate dal pittore alcamese tra il 1951 e il 1991. Una retrospettiva pittorica che abbraccia i temi affrontati da Spica nell’arco della sua carriera artistica, molto apprezzata non solo dal pubblico alcamese e siciliano ma anche in ambito nazionale. L’inaugurazione sarà venerdì 16 ottobre alle 17.30, interverranno Ernesto Di Lorenzo, lo storico Dario Cocchiara e il Sindaco Domenico Surdi.
Pietro Spica è stato pittore, scultore, caricaturista, autore di aforismi: il suo mondo poetico si ripropone ancora oggi, nel centenario della nascita (20 ottobre 1926) e a trentacinque anni dalla sua scomparsa (15 dicembre 1991), in tutta la sua originale forza espressiva. Quarant’anni di attività, centoventi “personali”, cinquantaquattro “collettive”, dai primi anni Cinquanta in poi. Nel ’57 la prima mostra itinerante degli Artisti siciliani portò il pittore alcamese alla ribalta nazionale attraverso una serie di tappe in tutta Italia: Como, Viareggio, Cagliari, Roma, Napoli, Palermo. Molti gli appuntamenti espositivi cui Spica si presentava ogni anno, per esempio ad Erice o all’Accademia Tiberina di Roma, oltre che ad Alcamo. Tra le altre città che ospitarono le sue “personali”, Taormina, Agrigento, Trapani, La Spezia, Milano. Mostre che trovarono eco su quotidiani come Paese Sera, Il Messaggero, Il Tempo, Il Giornale d’Italia.
La pittura di Spica ha un segno netto, deciso, inconfondibile, è libera da formule convenzionali e da condizionamenti di mercato ed ha la capacità di comunicare immediatamente con il suo pubblico. L’artista con le sue opere ruota intorno alla figura umana, sia quando esalta la fisicità solare, sensuale, armoniosa di un nudo femminile, sia quando esprime l’amarezza e la stanchezza del mestiere di vivere, col volto rugoso e malinconico della vecchiaia. Né mancano, tra i temi pittorici di Spica, vedute paesaggistiche capaci di trasmettere uno stato d’animo, come i memorabili notturni.