Quattro interventi per sostenere i viticoltori, rafforzare le cantine sociali e affrontare la crisi del comparto vitivinicolo. È la proposta presentata dall’associazione «I Guardiani del Territorio» nel corso della riunione del Tavolo permanente Agricoltura – Trapani, svoltasi presso la sede del Collegio Interprovinciale dei Periti Agrari e dei Periti Agrari Laureati di Trapani e Palermo.
L’obiettivo è inserire le misure nella manovra finanziaria regionale, che dovrà essere approvata entro il 31 dicembre 2026. A motivare la richiesta è una situazione di forte difficoltà: le cantine della provincia di Trapani custodiscono 1,407 milioni di ettolitri di vino fermo, oltre la metà delle giacenze siciliane, mentre la redditività dell'uva nell'Isola si ferma a 3.826 euro per ettaro. A pesare ulteriormente sono la scarsità di risorse idriche e le difficoltà finanziarie delle cantine sociali.
Le quattro proposte prevedono, innanzitutto, un contributo diretto di 1.000 euro per ettaro ai viticoltori, con un importo minimo di 2.000 e massimo di 50.000 euro per azienda, per una spesa complessiva stimata in 50 milioni di euro.
Il secondo intervento riguarda lo stanziamento di 30 milioni per la capitalizzazione delle cantine sociali, così da favorire gli investimenti nell'imbottigliamento e ridurre la dipendenza dalla vendita di vino sfuso.
La terza misura propone l'istituzione, presso IRFIS o IRCA, di un fondo di rotazione per ristrutturare i debiti delle aziende vitivinicole e delle cantine sociali, trasformando le esposizioni a breve termine in finanziamenti della durata di 25 anni. Il sistema sarebbe affiancato dalla garanzia ISMEA e da agevolazioni sugli interessi.
Infine, l'associazione chiede 25 milioni di euro per la distillazione di crisi, con priorità alle cantine trapanesi, per ridurre le eccedenze di vino nei serbatoi prima della vendemmia 2027 e consentire alle cooperative di liquidare i propri soci.
Il fabbisogno complessivo ammonta a circa 105 milioni di euro, oltre alle risorse necessarie per il fondo di rotazione. Secondo «I Guardiani del Territorio», non occorrono nuove leggi o strumenti amministrativi, ma l'utilizzo e l'aggiornamento di misure già disponibili, nel rispetto della normativa europea.
La strategia punta non soltanto a superare l'emergenza, ma a rilanciare strutturalmente il settore, con un obiettivo ambizioso: arrivare al 100% di vino imbottigliato nell'arco di cinque anni, trattenendo sul territorio il valore economico oggi disperso attraverso la vendita di prodotto sfuso.
L'associazione chiede ora al Tavolo permanente di condividere le quattro proposte e sottoporle al Governo regionale e a tutte le forze parlamentari dell'ARS prima dell'esame della manovra finanziaria. Una richiesta che punta a difendere uno dei comparti più importanti dell'economia, del paesaggio e dell'identità della Sicilia occidentale.