Completata la rete regionale sulle dipendenze: 9 centri ad "alta soglia" attivi in tutte le province, unità mobili sul territorio e un bando da 4 milioni di euro per il reinserimento lavorativo. Sono questi i risultati della legge regionale n. 26 del 7 ottobre 2024, sul "Sistema integrato e diffuso di prevenzione, cura, riduzione del danno e inclusione sociale in materia di dipendenze" (la cosiddetta legge anti-crack), che dopo la fase di avvio è ora in piena applicazione.
Della rete regionale fa parte anche l'Asp di Trapani, con un centro ad "alta soglia" e un unità mobile sul territorio. Il Centro di Pronta Accoglienza ha sede a Custonaci, in via Scurati, dove l’Azienda sanitaria ha attivato questa struttura residenziale aperta h24 con previsti 12 posti letto, su invio dei Serd, con permanenza massima di 30 giorni.
Il Centro di Custonaci, inaugurato lunedì 5 gennaio, dipende dal Dipartimento Salute Mentale e conta su un medico, affiancato da un equipe con tre psicologi, sei infermieri, sei oss, terapisti della riabilitazione e un assistente sociale. Le strutture residenziali ad alta soglia offrono servizi intensivi e strutturati per i casi più complessi assicurando continuità assistenziale 24 ore su 24, supporto psicologico, sociale ed educativo alle persone in condizione di dipendenza.
"Ho seguito personalmente l'attuazione di questa legge che abbiamo fortemente voluto e che oggi dà risposte concrete a tante famiglie siciliane", dice il presidente della Regione, Renato Schifani. Che aggiunge: "Si tratta di un sistema complesso che ha richiesto il coordinamento di diversi enti, ma oggi possiamo dire di avere raggiunto il risultato. Con questa rete presente in tutte le province siciliane non ci limitiamo alla cura, ma intendiamo accompagnare le persone in un vero percorso di rinascita che passa anche attraverso il reinserimento lavorativo. È questa la strada che vogliamo seguire, quella di una politica sociale concreta che non lasci indietro nessuno".
Sul fronte dei servizi di bassa soglia, le Asp hanno già reso operative le unità mobili (una per provincia e fino a tre nelle città metropolitane) con l'obiettivo di ridurre i rischi immediati per la salute e agganciare persone che non si rivolgerebbero spontaneamente alle strutture sanitarie.La legge prevede un percorso completo che accompagna le persone prese in carico anche nel reinserimento nel mondo del lavoro. Entro gennaio, infatti, sarà pubblicato un bando del valore di 4 milioni di euro, grazie a risorse del Fondo sociale europeo, che consentirà a circa 550 giovani di beneficiare dei progetti finanziati dalle Agenzie per il lavoro, completando così il processo di recupero e inclusione sociale.