La Global Sumud Flottilla è pronta a ripartre per Gaza. Una nuova missione umanitaria in primavera, che seguirà quella già realizzata nei mesi scorsi. Il movimento si è rimesso in moto e anche Alcamo darà il proprio contributo.
Domenica prossima (1 marzo), alle ore 10, presso la Cittadella dei Giovani, si terrà un incontro in vista della partenza delle imbarcazioni e di circa tremila volontari ad aprile. "Condivideremo della nuova missione in partenza", fanno sapere gli organizzatori, "e delle convergenze che queste azioni di resistenza portano nei nostri territori". "Un incontro", si legge in una nota, "che va oltre la semplice testimonianza: un momento per riprenderci la parola e l'azione in questo continente liquido che chiamiamo mediterraneo".
Con Maria Elena Delia, della Global Sumud Flotilla. "Questa crisi della partecipazione democratica", si legge sempre nella nota, "si combatte solo tornando a essere soggetti politici attivi. La nostra non è un'adesione a teorie astratte, ma una postura che parte dalle ferite, dalle narrazioni e dai volti di chi manca all'appello nella storia. È una grammatica che non legge le complessità come un'emergenza, ma come un cammino di riconoscenza che trasforma le relazioni e le frontiere in spazi di incontro. Un unico movimento di liberazione: l'attivismo a mare della Flottilla, organizzato in equipaggi che uniscono mare e terra, non è un atto isolato. È un laboratorio di resistenza dove portare aiuti umanitari o sfidare un blocco illegale diventano atti necessari per affermare che l'umanità non può essere fermata dai confini.
Mettere radici nel mare significa riconoscere che il Mediterraneo è un bene comune e che il diritto di esistere e di autodeterminarsi deve essere difeso ovunque. Il legame tra le nostre coste e quelle di Gaza è oggi più stretto che mai. L'assedio e il genocidio in corso in Palestina sono l'emblema di un sistema che usa il mare come strumento di oppressione e isolamento".