Castellammare del Golfo ricorda Paolo Ficalora, ucciso 34 anni fa dalla mafia

Il sindaco Fausto: "La sua memoria indica che la legalità è una scelta di libertà e responsababilità"

Redazione Prima Pagina Golfo
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28 Settembre 2026 15:58
Castellammare del Golfo ricorda Paolo Ficalora, ucciso 34 anni fa dalla mafia

Nel 34° anniversario dell’assassinio di Paolo Ficalora, Castellammare del Golfo ricorda il capitano di lungo corso ucciso dalla mafia il 28 settembre 1992.

In memoria del Capitano, nel viale intitolato a Paolo Ficalora, un momento di ricordo e commozione riservatissimo alla presenza del sindaco Giuseppe Fausto, dei figli Angelo e Tiziana in rappresentanza della famiglia

«Trentaquattro anni dopo il ricordo di Paolo Ficalora resta vivo nella nostra comunità. La sua storia ci richiama al valore della legalità e alla responsabilità di ognuno nel contrastare ogni forma di intimidazione e illegalità -afferma il sindaco Giuseppe Fausto-. Il suo coraggio e la sua fermezza rappresentano una testimonianza che deve continuare a essere trasmessa soprattutto alle nuove generazioni».

Il sindaco Giuseppe Fausto, a nome dell’amministrazione comunale e della città di Castellammare del Golfo, ricorda Paolo Ficalora e la sua storia segnata dalla fermezza con cui resistette alle intimidazioni della criminalità organizzata.

Paolo Ficalora, capitano di mercantili in pensione, aveva 59 anni quando venne brutalmente assassinato: i killer mafiosi gli spararono davanti alla moglie, Vita D’Angelo, nei pressi del villaggio turistico che gestiva in località Ciauli, a Guidaloca. Fu sottratto ai due figli, Angelo e Tiziana

Ficalora aveva resistito per anni alle intimidazioni dei mafiosi, che volevano sottrargli il residence. Per l’omicidio del capitano Paolo Ficalora sono stati condannati Giovanni Brusca e Gioacchino Calabrò: i mafiosi decisero di ucciderlo perché aveva ospitato nel suo residence, ignorandone l’identità, il pentito Totuccio Contorno.

Solo nel 2004 Paolo Ficalora è stato ufficialmente riconosciuto come vittima di mafia, e in quell’anno il Comune gli ha intitolato una via cittadina.

«Ricordare Paolo Ficalora significa anche riflettere sul valore delle scelte individuali e sulla responsabilità di ciascuno nel difendere i principi di legalità e rispetto. Rivolgo un pensiero ai familiari di Paolo Ficalora, alla moglie Vita D’Angelo ed ai figli Angelo e Tiziana, ai quali va la vicinanza dell’amministrazione comunale e dell’intera comunità. Custodire la sua memoria significa non lasciare che il tempo cancelli il suo sacrificio -conclude il sindaco Giuseppe Fausto- per continuare a costruire una società più libera, consapevole e responsabile».

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