Terrasini, il sindaco Maniaci a processo. Pd: "Si dimetta"
C’è anche il sindaco di Terrasini, Giosuè Maniaci, tra i 10 rinviati a giudizio con rito ordinario dal giudice nel corso dell’udienza preliminare del procedimento scaturito dal maxi-blitz eseguito dai carabinieri nel febbraio 2025 con 181 arresti. Il primo cittadino, assieme agli imprenditori Salvatore Trentacoste e Antonino Zitelli è indagato per la concessione irregolare di un sub appalto. In particolare, il sindaco di Terrasini avrebbe messo in contatto i due imprenditori, “sollecitando e favorendo la conclusione e l’esecuzione dell’accordo tra le parti” per il sub appalto in questione “senza l’autorizzazione dell’Autorità competente”. Una vicenda specifica che per gli avvocati di Maniaci nulla a che fare con tutto il resto dell’inchiesta, che ruota attorno ai presunti affari di droga e di scommesse clandestina gestiti dai presunti boss di Carini e Terrasini per conto della mafia.
Nel frattempo, dal punto di vista politico ieri il circolo di Terrasini del Partito democratico è intervenuto sulla vicenda chiedendo, sostanzialmente, le dimissioni del sindaco Maniaci. “Pur nella consapevolezza che spetterà alla magistratura accertare eventuali responsabilità e fermo restando il principio della presunzione di innocenza”, si legge in una nota dei dem, “riteniamo tuttavia necessario e opportuno, al fine di tutelare la serenità dell’azione amministrativa, l’autorevolezza delle istituzioni e l’interesse dell’intera comunità, che il primo cittadino valuti l’ipotesi delle proprie dimissioni”.
Un passo indietro, insomma, che secondo il Pd consentirebbe “di evitare che le vicende in corso continuino a incidere negativamente sul corretto funzionamento dell’ente e sulla fiducia dei cittadini nei confronti dell’amministrazione comunale”. Ma non solo. I democratici ritengono “indispensabile che il comune di Terrasini si costituisca parte civile nella vicenda giudiziaria, poiché i fatti oggetto di indagine non riguardano esclusivamente la figura del primo cittadino, ma coinvolgono l’ente nel suo complesso e, soprattutto, l’interesse pubblico e collettivo della comunità che esso rappresenta”.