"Nessuna attività di dossieraggio": l'ex senatore Papania assolto a Caltanissetta
Si è concluso con l'assoluzione il processo a Caltanissetta in cui era imputato l'ex senatore alcamese Nino Papania. La sentenza è stata emessa dal tribunale presieduto dal giudice Francesco D’Arrigo. Papania era imputato, in concorso con il maresciallo dei carabinieri, Roberto Sabato, per il reato di accesso abusivo al sistema informatico riservato del Ministero degli Interni, rivelazione di segreti di ufficio e favoreggiamento personale. I reati contestati facevano riferimento al periodo a cavallo tra il 2013 e il 2014.
A innescare il procedimento giudiziario era stata la denuncia presentata dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Trapani, Rossana Penna, per la presunta attività di dossieraggio a danno della stessa e del marito Roberto De Mari. All’epoca dei fatti, Papania era indagato per voto di scambio relativo alle elezioni del comune di Alcamo del 2012, reato per il quale poi è stato assolto in appello. E proprio quel procedimento a carico di Papania aveva fatto dedurre l’attività di dossieraggio nei confronti del marito del sostituto per screditare il magistrato trapanese.
"Dopo oltre dieci anni", fanno sapere gli avvocati del collegio difensivo (Baldassarre Lauria, Vito Di Graziano e Vania Giamporcaro), "si risolve questo ulteriore processo: i fatti non sussistono, nessuna attività di dossieraggio è stata messa in atto dall’ex senatore, che ha sempre proclamato la sua innocenza, affrontando il processo con serenità, pur rinunciando alla candidatura al Senato alle elezioni del 2013". Il Tribunale ha, invece, condannato il maresciallo Sabato per un episodio di accesso al sistema informatico della compagnia dei carabinieri di Alcamo in violazione del regolamento interno, mentre lo ha assolto da tutti i reati di rivelazione di segreti di ufficio, favoreggiamento personale e accesso abusivo al sistema informatico per gli altri fatti contestati.
Soddisfatti si sono dichiarati i tre avvocati, li avvocati del collegio difensivo, per i quali la tesi d’accusa sostenuta dai pm è sempre stata destituita di ogni fondamento.