A Castellammare tornano le "Contaminazioni": si parte con la presentazione del saggio di Mugno

Redazione Prima Pagina Golfo

Nell'ambito delle attività di valorizzazione della Biblioteca comunale di Castellammare del Golfo, previste dal progetto "Trame Narrative" di cui l'associazione Circolo Metropolis-Contaminazioni, insieme al Comune di Castellammare del Golfo è partner ufficiale, venerdì 20 febbraio alle ore 18:00 nella sala lettura della Biblioteca “Barbara Rizzo, Giuseppe e Salvatore Asta, di Castellammare del Golfo, verrà presentato il saggio storico di Salvatore Mugno "Nascita della Mafia", ed. Navarra.

L’incontro sarà moderato dai professori Gaetano Stellino e Paolo Arena.

Il saggio è una ricerca storica sulle origini del fenomeno mafioso nelle sue prime manifestazioni attraverso l’azione giudiziaria di Pietro Calà Ulloa, Procuratore generale del Re nella provincia di Trapani negli anni 1838-1846.

Il volume si compone di materiali, in gran parte inediti, che lo storico Salvatore Mugno ha reperito nel corso di impegnative indagini presso gli Archivi di Stato di Napoli, Palermo, Messina e Trapani. In appendice il libro presenta un’interessante raccolta di comunicazioni e rapporti di Ulloa sulla lotta alla criminalità organizzata e sulla realtà sociale e giudiziaria in Sicilia in quegli anni.

Il Procuratore registra le storture e le collusioni della Sicilia occidentale di inizio ‘800 che risuonano oggi come una premonizione dello sviluppo della mafia e delle connivenze di cui essa ha goduto nel secolo successivo e fino ai nostri giorni.

“Non c’è impiegato in Sicilia che non sia prostrato al cenno di un prepotente e che non abbia pensato a trarre profitto dal suo ufficio. Questa generale corruzione ha fatto ricorrere il popolo a rimedi oltremodo strani e pericolosi. Ci sono in molti paesi delle fratellanze, specie di sette che diconsi partiti, senza riunione, senz’altro legame che quello della dipendenza da un capo, che qui è un possidente, là un arciprete. […] Il popolo è venuto a convenzione coi rei. […] Molti alti magistrati coprono queste fratellanze di una protezione impenetrabile…“.