Risparmiatori truffati in un comune del Trapanese, scatta il sequestro per un'ex direttrice di Poste Italiane

Le indagini condotte dalla guardia di finanza

Redazione Prima Pagina Golfo
Redazione Prima Pagina Golfo
17 Febbraio 2026 09:37
Risparmiatori truffati in un comune del Trapanese, scatta il sequestro per un'ex direttrice di Poste Italiane

Avrebbe sottratto un ingente somma, quantificata in circa 800 mila euro, a ignari risparmiatori, grazie anche all’ausilio di alcune persone vicine. Si tratta di un’ex direttrice di Poste Italiane, peraltro già licenziata in fase di indagini preliminari per giusta causa, nei cui confronti i finanzieri del comando provinciale di Trapani hanno eseguito un’ordinanza di applicazione di misura cautelare reale emessa dal giudice per le indagini preliminari. Si tratta di un sequestro preventivo “per equivalente” di risorse finanziarie, beni immobili e mobili nella disponibilità dell’ex direttrice, ma anche di altri indagati (un commerciante e altre persone), a vario titolo, per i reati di associazione per delinquere, truffa, peculato, riciclaggio e autoriciclaggio.

Il provvedimento è scattato a conclusione di complesse e articolate indagini di polizia giudiziaria, sviluppate, sotto la costante direzione della Procura trapanese, dagli investigatori specializzati del nucleo di polizia economico-finanziaria. A innescare le indagini è stata la denuncia sporta da un anziano risparmiatore dopo aver rilevato un ammanco sul proprio libretto postale. Gli approfondimenti investigativi hanno così consentito, in una prima fase, di rilevare consistenti anomali prelievi di contante dai rapporti postali di cui era titolare il risparmiatore presso la filiale diretta dalla donna in una comune del Trapanese, tutti avvenuti in correlazione temporale con operazioni di disinvestimento di titoli e di reinvestimento effettuate presso l’ufficio.

Successivamente, sono stati acquisiti vari elementi indiziari come analoghi, ripetuti e consistenti prelievi di contanti anche sui conti correnti o libretti di deposito di altri ignari risparmiatori, perlopiù persone anziane o in stato di difficoltà, poco avvezzi a controllare i propri conti, i quali avevano smobilizzato per contanti buoni fruttiferi postali, anche di cifre significative, convinti dalla direttrice postale a sottoscriverne di nuovi a tassi di interesse più vantaggiosi e ricevendo dalla stessa degli ingannevoli moduli di richiesta di emissione di buoni postali fruttiferi, debitamente compilati e sottoscritti ma in realtà non rappresentativi dei titoli in cui ritenevano di avere investito o reinvestito i propri risparmi.

L’analisi dei flussi finanziari ha consentito di accertare come tali somme fossero state reimpiegate in gran parte per spese voluttuarie, ma anche per finanziare un’attività economica, gestita sempre dall’ex direttrice, e per pagare a mezzo bonifico fatture concernenti interventi edilizi di manutenzione straordinaria eseguiti su alcuni immobili di proprietà di alcuni degli indagati e in relazione ai quali avevano usufruito del “bonus facciate” e del cosiddetto “superbonus 110%”.

Gli 800 mila euro sono stati restituiti ai risparmiatori truffati.

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