E' arrivato in Italia con uno dei tanti "viaggi della speranza" che partono dall'Africa. Adesso, dopo 13 anni, ha ottenuto la cittadinanza italiana. Si tratta di Ahmad Sajjad, originario di Gujranwala, in Pakistan, che ieri ha prestato giuramento di fedeltà alla Repubblica italiana presso il municipio di Castellammare del Golfo. Un momento tanto atteso avvenuto alla presenza del sindaco Giuseppe Fausto e della "seconda famiglia" di Ahmad, Gaspare Stabile e Annmarie Navarra, i loro figli e i collaboratori del ristorante dove oggi il neo cittadino italiano lavora come cuoco.
Per Fausto si tratta di "un traguardo importante, che rappresenta non solo il riconoscimento di un percorso personale e di integrazione, ma anche un arricchimento per l’intera nostra comunità. Diventare cittadini italiani significa condividere valori, diritti e doveri, contribuendo attivamente alla crescita sociale e civile del nostro territorio. Ad Ahmad Sajjad rivolgo il più sincero benvenuto tra i cittadini italiani con l’augurio di un futuro ricco di opportunità e soddisfazioni".
Partito da Gujranwala, Saijad ha raggiunto la Libia dopo giorni durissimi, senza cibo né acqua. La traversata a bordo di un barcone con circa 750 persone. «Quando ho visto quella barca non volevo più partire - racconta Ahmad - ma mi hanno costretto, picchiandomi. Avevo già pagato duemila dollari, frutto di anni di lavoro come muratore». In Libia è rimasto due anni. Poi finalmente l’arrivo in Italia e l’accoglienza in un centro. A Castellammare del Golfo ha iniziato a costruire, passo dopo passo, una nuova vita.
All’inizio faceva turni di notte come guardiano di un locale, dormendo spesso per strada. Finché non ha incontrato quella che oggi chiama la sua seconda famiglia: Gaspare Stabile e Annmarie Navarra. Sono loro a dargli una prima opportunità, offrendogli un lavoro e, prima ancora, un posto dove dormire. Un sostegno che è andato oltre il semplice rapporto lavorativo, trasformandosi in un legame umano profondo. Da lì inizia un percorso di crescita fatto di impegno e fiducia reciproca: prima piccoli lavori, poi lavapiatti, fino a diventare oggi cuoco e figura centrale nel ristorante di famiglia.
Da 13 anni Ahmad vive e lavora a Castellammare. Non ha mai voluto lasciare la Sicilia, a differenza di molti suoi connazionali partiti per altri Paesi europei. «Questa è la mia terra -dice con convinzione -. Da 13 anni lavoro con loro: la mia seconda famiglia è qui, mio padre Gaspare e mia sorella Anna», aggiunge, sintetizzando il legame costruito nel tempo.
Negli ultimi anni ha anche creato una famiglia sua: è tornato in Pakistan per sposare la donna con cui era legato da tempo. Oggi ha un figlio di due anni e mezzo e sogna per lui un futuro fatto di studio e opportunità. Sua moglie, psicologa, lo ha raggiunto e insieme stanno costruendo una nuova vita.
La comunità pakistana a Castellammare conta circa quaranta persone, ma Ahmad è il primo ad aver ottenuto la cittadinanza italiana.