Nuovo Prg di Alcamo, tuona la Cna: "Preoccupati per il futuro di Sasi"

Redazione Prima Pagina Golfo

Continua a far discutere il nuovo piano regolatore generale di Alcamo. O meglio, la variante adottata dal commissario ad acta lo scorso dicembre. Un atto sul quale pendono, da un lato, già 11 ricorsi presentati al Tar (rispetto ai quali il comune si costituirà in giudizio) e, dall'altro, circa 350 osservazioni fatte recapitare al comune entro il termine del 26 marzo (rispetto alle quali darà il proprio parere il progettista del prg).

Adesso, sulla vicenda prende posizione anche la Cna Trapani, che attraverso una nota esprime "forte preoccupazione per il futuro dell’area produttiva di contrada Sasi". Un futuro reso a tinte fosche, secondo la confederazione, per via degli effetti che la variante al prg potrebbe produrre. 

"Il nuovo piano", fanno sapere dalla Cna, "prevede infatti un indice edificatorio nettamente inferiore rispetto ai parametri stabiliti da quello vigente e introduce vincoli più stringenti, quali la distanza minima di 5 metri dal confine e l’introduzione del lotto minimo di 1.000 mq, che in molti casi determinerebbero la totale o quasi totale inedificabilità dei lotti, con conseguente perdita di valore degli immobili e impossibilità di programmare ampliamenti o nuovi insediamenti produttivi”.

“Siamo di fronte ad un cambio delle regole che mette a rischio gli investimenti che le imprese hanno già effettuato in buona fede e nel pieno rispetto delle norme vigenti", dichiara Giovanni Marchese, vicepresidente Cna Trapani, "non si può chiedere alle aziende di programmare il proprio futuro su basi incerte o mutevoli. La continuità amministrativa non è un dettaglio tecnico, ma un principio che tutela chi produce valore e occupazione, ogni modifica retroattiva ai diritti edificatori genera sfiducia e mette a rischio la tenuta del tessuto produttivo”.

Un ulteriore elemento di criticità, sottolinea la Cna, è rappresentato dal venir meno, nel nuovo Piano Regolatore, del progetto relativo al Centro Servizi dell’area Pip, previsto nei precedenti strumenti urbanistici e considerato strategico per il supporto alle imprese. “La cancellazione del Centro Servizi è un passo indietro incomprensibile", afferma Marchese, "si tratta di un’infrastruttura fondamentale per lo sviluppo e la competitività dell’area. Rinunciarvi significa abbandonare una visione moderna del sistema produttivo”.

La Cna Trapani chiede, dunque che, in sede di approvazione definitiva del Prg venga confermata la capacità edificatoria prevista dal piano del 1997–2001 per l’intera area, scongiurando così modifiche che penalizzerebbero le imprese.