Giorno del ricordo, ad Alcamo le "Letture per non dimenticare"

Redazione Prima Pagina Golfo

Il 10 febbraio si celebra il Giorno del Ricordo, giornata istituzionale, indetta nel 2004, per ricordare le vittime dei massacri delle foibe e l'esodo giuliano-dalmata, la ricorrenza è dedicata alle violenze ed uccisioni avvenute in Istria, Fiume e Dalmazia tra il 1943 e il 1947; in particolare, il 10 febbraio 1947, i territori che precedentemente erano stati assegnati all’Italia con il Patto di Londra, ritornarono alla Jugoslavia.

Ad Alcamo, la Biblioteca Civica Sebastiano Bagolino propone una selezione di libri sul tema delle Foibe per invitare gli studenti, gli insegnanti e non solo, a non dimenticare; attualizzare la memoria delle Foibe, dell'esodo degli Istriani, Fiumani e Dalmati dalle loro terre e della più complessa vicenda del confine orientale, è di fondamentale importanza, perché acquisire coscienza sulla base della conoscenza è lo strumento principe per non dimenticare ciò che è stato.

I libri possono essere consultati in sede, al Collegio dei Gesuiti, oppure possono essere presi in prestito o prenotati prenotazione.bibliotecacivica@comune.alcamo.tp.it .

Fra i libri suggeriti, il testo di Roberto Menia “10 Febbraio dalle Foibe all’esodo”, le cui storie e figure raccolte scavano nella memoria. Alcune sono conosciute, altre stavano nascoste ai più e riemergono dai cassetti dei ricordi di uomini e donne che sono gli ultimi testimoni dell'italianità dell'Adriatico orientale. Storie che non si debbono perdere, ma tramandare e affidare alla coscienza nazionale come insegnamento e monito, un inno di italianità e libertà.

Roberto Menia è il “padre” della legge del 2004, su richiamata, con la quale «la Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo.

Ed ancora il libro di Frediano Sessi “Foibe Rosse” vita di Norma Cossetto, uccisa in Istria nel 1943.

Frediano Sessi, storico che ha dedicato la vita a indagare gli orrori del nazifascismo, in questo libro affronta quelli commessi dalle truppe titoiste, visti dalla parte delle vittime. L'assassinio di Norma e di tutti quegli uomini e quelle donne che furono infoibati o che morirono per le torture subite, nei campi di deportazione, annegati in mare è un tassello importante della sua ricerca.

Ed ancora fra i testi selezionati dalla biblioteca, quello di Egea Haffner e Gigliola Alvisi “la bambina con la valigia”.

La bambina con la valigia

Nel 1945, quando suo padre scompare, inghiottito nelle voragini carsiche, Egea è una bambina. Ancora non sa che sta per diventare esule, prima in Sardegna, poi a Bolzano. La geografia del cuore di Egea Haffner avrà sempre i colori, gli odori e i suoni di Pola, la sua città. Ed è una geografia che custodisce la sua storia personale, ma è anche parte della nostra vicenda nazionale: nella sua memoria si riflette il dramma delle vittime delle foibe, dell'esodo di istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra. Il suo racconto tiene accesa la luce della memoria e si fa simbolo della storia di chiunque, ancora oggi, sia costretto a lasciare la propria casa.

Egea Haffner

Simbolo della tragedia dell'esodo istriano-dalmata, nasce a Pola nel 1941, orfana di padre ed esule, abbandona Pola nel luglio 1946 per raggiungere Cagliari insieme alla madre. Nel 1947 è affidata alla nonna e agli zii paterni che si erano stabiliti a Bolzano. Oggi vive con il marito a Rovereto.

Gigliola Alvisi vive, legge e scrive a Padova. Quando non è nella sua casa sull'argine del fiume, è in giro per scuole e biblioteche a chiacchierare di libri con i bambini e i ragazzi. Ha un marito reporter, due figli ed i suoi romanzi sono stati tradotti all'estero e hanno vinto numerosi riconoscimenti.