Funtanazza, Quinci s'interroga sulla privatizzazione. Spiragli sul futuro "condiviso" dell'immobile

Redazione Prima Pagina Golfo

Si apre uno spiraglio sul futuro della Funtanazza, l'immobile su monte Bonifato di Alcamo di proprietà dell'ex Provincia di Trapani. E' questa la novità emersa oggi durante l'incontro tra il presidente del Libero consorzio comunale, Salvatore Quinci, e il sindaco alcamese Domenico Surdi, alla presenza, tra gli altri, di alcuni volontari della Rete Funtanazza Bene Comune.

Ebbene, dopo aver, alcune settimane addietro, fatto sapere che Palazzo Riccio di Morana sarebbe andato avanti nella procedura di affidamento (iniziata durante la gestione commissariale dell'ex Provincia), oggi Quinci s'interroga sul da farsi e apre alla possibilità che la Funtanazza diventi una volta per tutte bene comune.

Quinci ha voluto vedere di persona l'immobile di cui si parla da anni e per il quale si prospetta, almeno finora, l'ipotesi della privatizzazione a seguito di una procedura di affidamento (tuttora in corso) a un operatore privato. Ipotesi rispetto alla quale sia la Rete che il primo cittadino alcamese avevano manifestato perplessità e contrarietà. "Le condizioni della Funtanazza", afferma in una nota Quinci, "richiedono un approfondimento e un piano d'intervento: una ristrutturazione radicale che finisce per interrogarci sulla manifestazione d'interesse e sulle procedure in atto".

Il Libero Consorzio Comunale, aggiunge, "farà la sua parte, ma è evidente che sarà necessaria un'assunzione di responsabilità collettiva, che va dalla Regione, che ha istituito la Riserva, a noi che siamo stati chiamati a gestirla, al Comune di Alcamo, che non può che essere protagonista di un pezzo importante della sua storia, alle associazioni ambientaliste e di volontariato che confermano la loro volontà di essere parte attiva nella vita della Riserva". Dunque, l'idea è quella di una "strategia condivisa e organica che", sottolinea ancora Quinci, "al momento non c'è". 

Ed ecco la proposta di Quinci: il Libero Consorzio si farà carico di coordinare un tavolo tecnico, con i soggetti legittimati a poterne fare parte, per specificare e circoscrivere gli interventi più urgenti e nello stesso tempo per dettare le linee di un crono-programma dettagliato sul rilancio non solo della Funtanazza ma tutta la Riserva di monte Bonifato. Un cammino che non esclude la partecipazione dei privati ma che avrà, in ogni caso, come obiettivo quello di salvaguardare un bene pubblico e di renderlo un bene comune.

All'incontro di questa mattina ha partecipato anche l'assessore provinciale con delega al patrimonio, l'alcamese Laura Barone, espressione di Abc-Controcorrente, movimento presente oggi con la presidente Caterina Camarda e il consigliere comunale Cenzio Fascella. Gli abiccini hanno ribadito la loro contrarietà netta alla privatizzazione della Funtanazza chiedendo la revoca della procedura in atto di affidamento del bene a un operatore privato. "Non si può svendere", si legge in una nota, "un patrimonio collettivo a logiche prettamente commerciali.

Al contrario, il movimento esige un cambio di rotta radicale: un percorso basato sulla trasparenza e sulla partecipazione, che passi attraverso un confronto aperto con le realtà associative del territorio, con l’amministrazione comunale, reale espressione dei cittadini alcamesi, e con l'intera comunità". "La Funtanazza", aggiunge Camarda, "rappresenta un patrimonio di inestimabile valore per la vita e la valorizzazione del monte Bonifato. Per questa ragione, pretendiamo una gestione che metta al centro il profilo sociale e ambientale del bene, tutelandone la vocazione pubblica e naturalistica.

Questo approccio non esclude la sostenibilità economica, ma ne ribalta le priorità: serve una formula polivalente, capace di coniugare la gestione finanziaria con forti e imprescindibili finalità sociali e culturali". Abc ricorda anche come recentemente si sia fatto promotore di una mozione, votata favorevolmente all'unanimità in Consiglio Comunale, finalizzata alla stesura di un accordo trilaterale tra Comune di Alcamo, Libero Consorzio e Dipartimento Regionale della Forestale per una gestione integrata della riserva del Monte Bonifato.