Funtanazza, l'ex Provincia tira dritto e procederà con l'affidamento a un operatore economico
Sulla Funtanazza di Alcamo l'ex Provincia di Trapani tira dritto. Ovvero, procederà alla stipula del contratto di concessione dell'immobile all'unico operatore economico che ha partecipato alla procedura avviata da Palazzo Riccio di Morana durante la gestione commissariale. E' quanto scaturito questa mattina nel corso dell'incontro che il presidente del Libero Consorzio Comunale, Salvatore Quinci, ha tenuto con in rappresentanti della Rete Funtanazza Bene Comune, che da settimane chiedevano la revoca dell'affidamento in itinere e l'assegnazione della struttura per realizzarvi un Centro popolare di protezione ed educazione ambientale. A nulla sono valse le circa mille firme raccolte dai volontari e consegnate allo stesso Quinci.
"Mi sono state consegnate quasi mille firme che fanno riferimento alla complessa vicenda dell'immobile della Funtanazza ed alla gestione del territorio", ha affermato in una nota ufficiale il presidente del Libero consorzio comunale. Che ha aggiunto: "Le considero non certo un elemento di critica ma di sollecitazione che il Libero Consorzio intende accogliere senza esitazioni. Rispetto alla volontà politica, e alle responsabilità che sono in capo all'Ente, ribadisco che il percorso amministrativo che si sta concludendo, con l'aggiudicazione definitiva all'unico operatore economico che ha risposto positivamente alla manifestazione d'interesse del 2024, sarà portato a termine con la prossima firma del contratto".
L'immobile della Funtanazza, fanno sapere da Palazzo Riccio di Morana, verrà dunque utilizzato per attività turistico ricettive e di ristorazione. "Gli atti", ha evidenziato Quinci, "avranno un loro seguito, dettato dalle norme e dalle procedure, nel rispetto della continuità amministrativa del Libero Consorzio che ha avuto origine nella fase commissariale".
Quinci ha, quindi, allargato la questione a tutta la Riserva di Monte Bonifato che, per il presidente, "non può ridursi al cosiddetto caso Funtanazza. "La disponibilità ad accogliere idee e progettualità da parte dell'associazioni ambientaliste e del territorio è piena e consapevole", ha proseguito Quinci, "così come è piena e consapevole la determinazione a un confronto ampio ed articolato per eventuali e possibili co-progettazioni, ed ipotesi convenzionali, per una serie d'iniziative che hanno come presupposto la salvaguardia dell'area protetta".
Non a caso lo stesso Quinci ha annunciato un suo prossimo sopralluogo presso la Riserva e un ulteriore confronto con le associazioni. "Deve essere chiaro", ha concluso, "che il Libero Consorzio non intende ostacolare o marginalizzare la collaborazione dei gruppi organizzati e dei cittadini che hanno a cuore la Riserva. C'è tanto da fare per difenderla e rilanciarla, secondo norme, leggi e responsabilità, e c'è la possibilità di armonizzare e diversificare le attività che possono svolgersi al suo interno, osservando la massima attenzione nei confronti di un sistema assolutamente eco-compatibile".
All'incontro ha preso parte anche una rappresentanza alcamese di Abc Controcorrente composta da Laura Barone (assessore provinciale e consigliere comunale), Leonardo Maniscalchi (consigliere comunale) e Vincenzo Pipitone.
A seguito dell'incontro, attraverso una nota, i volontari della Rete Funtanazza Bene Comune hanno evidenziato di essere "lieti che l'incontro sia finalmente arrivato, ma gravemente preoccupati per lo scenario di mercificazione dei beni comuni". "Pur riconoscendo che l’art. 14 (della lettera di invito della procedura di affidamento, ndr) gli conferisce il potere di di interrompere la procedura, il presidente ha espresso la volontà di non esercitarlo. Ha inoltre informato che è già stata emessa un'ordinanza di assegnazione avvenuta 30 giorni fa, ma che il contratto e le condizioni di salvaguardia ambientale devono ancora essere definiti.
Il presidente ha affermato di aver fatto dei controlli accurati e approfonditi sul soggetto con cui sta negoziando e che la proposta dell’impresa è in armonia con la montagna". La Rete della Funtanazza Bene Comune ha tuttavia lamentato che non gli è stato ancora consentito l’accesso agli atti per fare le sue valutazioni e che rimarrà vigile al riguardo.
"Continuiamo ad affermare", si legge sempre nella nota della Rete, "che la società civile e la comunità che da anni si prende cura della montagna è stata volutamente esclusa dalla procedura". Il gruppo ha annunciato che continuerà la propria battaglia per far riconoscere il monte Bonifato come bene comune, proteggendo e rigenerando la montagna e ha fatto sapere di accogliere positivamente l’invito del presidente Quinci "di sottoporre delle condizioni da inserire nell’eventuale contratto qualora la Funtanazza dovesse veramente essere privatizzata per scopi turistici, con particolare attenzione a evitare che soggetti privati possano lucrare sui cittadini vulnerabili disposti a pagare per stare al fresco durante le ondate di caldo". Infine, la Rete chiede "a tutti gli esponenti politici locali, provinciali e regionali di prendere pubblicamente una posizione chiara, prima che si consumi un'ennesima privatizzazione a favore dei roghi che devastano i nostri territori".