Estorsioni da 20 mila euro ad Alcamo, minacce in videochiamata anche dal carcere: quattro indagati

Redazione Prima Pagina Golfo

Avrebbe estorto circa 20 mila euro tra il 2024 e il 2026 al titolare di un'attività commerciale di Alcamo attraverso minacce e violenze fisiche. Un'azione criminale iniziata quando il presunto autore, anch'egli alcamese, si trovava in libertà e proseguita, poi, anche quando lo stesso indagato è stato rinchiuso nel carcere di Favignana per altri motivi, dove si trova tuttora recluso.

Per continuare a minacciare la vittima e farsi consegnare il denaro, l'alcamese (34 anni) si sarebbe fatto aiutare da altre tre persone (due originarie del Palermitano e una del Catanese), anche loro in carcere a Favignana, approfittando dei permessi da loro stessi usufruiti.

E' quanto emerso dalle indagini condotte dai Carabinieri della Compagnia di Alcamo, con il supporto del nucleo navale carabinieri di Trapani e motovedetta CC N808 a seguito della denuncia sporta dalla vittima delle estorsioni e sfociate in un’ordinanza applicativa di misura cautelare in carcere, emessa su richiesta della Procura della Repubblica di Trapani dal gip del capoluogo, nei confronti dell'alcamese e degli altri tre indagati: i 4 uomini, di cui 3 attualmente detenuti e 1 in regime di semilibertà, sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di estorsione e rapina aggravata.

L’indagine ha avuto inizio nel febbraio 2026 e si è protratta per circa tre mesi con l’esecuzione di intercettazioni telefoniche, riprese video, servizi sul territorio e accertamenti vari. Le investigazioni hanno posto in luce come le attività estorsive venissero poste in essere direttamente dal carcere di Favignana con l'utilizzo di utenze telefoniche e apparati telefonici introdotti e detenuti illecitamente.

In particolare, in una circostanza, è stato anche documentato come il principale indagato, ovvero l'alcamese, avesse incaricato gli altri tre, in quel momento in permesso, di rintracciare fisicamente la vittima per mostrarsi a quest’ultima in video chiamata dal carcere egadino per minacciarla di eventuali ritorsioni se non avesse pagato.