D'Alì, niente risarcimento da 1,8 mln di euro allo Stato per danno d'immagine

Redazione Prima Pagina Golfo

I giudici della Corte dei conti hanno respinto la richiesta di risarcimento da 1,8 milioni di euro avanzata dalla Procura nei confronti dell'ex senatore trapanese di Forza Italia, Antonio D'Alì, per il presunto danno di immagine allo Stato. Lo riporta l'Ansa.

Sono state accolte, scrive l'agenzia di stampa, le tesi degli avvocati difensori Giovanni e Giuseppe Immordino, secondo cui il reato di concorso esterno in associazione mafiosa per cui l'ex senatore era stato condannato sarebbe stato commesso in data precedente all'entrata in vigore della nuova norma che regolamenta il danno di immagine.

La condanna a sei anni che D'Alì sta scontando nel carcere di Opera era stata confermata dalla Cassazione nel 2022. Il politico trapanese è stato sottosegretario all'interno dal 2001 al 2006, secondo l'accusa mise il suo ruolo a disposizione di capimafia storici, tra cui Matteo Messina Denaro e Salvatore Riina. Per la procura contabile il danno erariale all'immagine, corrispondeva agli stipendi percepiti da Dalì fra il 1994, anno cui risale la sua elezione a parlamentare, e il 2006.