Cosa Nostra e la strategia stragista: ad Alcamo il racconto delle indagini e dei retroscena
Era il Sabato del 23 Maggio 1992, quando circa 500 chili di tritolo fecero saltare in aria l’autostrada A29. La strage di Capaci segnò l’inizio di una serie di attentati, un vero e proprio attacco frontale allo Stato, che fecero piombare l’Italia in un clima di terrore.
Oggi, passeggiando per Piazza Ciullo, è difficile immaginare che Alcamo, mandamento legatissimo ai corleonesi di Totò Riina, abbia giocato un ruolo in quella stagione. Eppure, dietro le quinte, da queste strade sono transitati uomini, armi, ordini che hanno scosso l’Italia.
Sabato 23 Maggio, al Castello dei Conti di Modica, a cura del Comune e di Circle Beluga, sarà raccontata quella stagione stragista di Cosa Nostra dalla prospettiva di Alcamo. A partire dalle 17:00 sarà introdotto l’evento con un podcast live di Claudio e Danilo Ferrara, che racconterà le radici del mandamento mafioso, per proseguire alle 17:30 con un talk, moderato dalla giornalista Rosalba Virone e introdotto dal Sindaco di Alcamo, Domenico Surdi.
È una memoria scomoda, che ci impone non solo di ricordare, ma di capire. Perché non basta aver condannato gli assassini, ma chiedersi chi li ha aiutati, chi ha taciuto e perché. Ne discutono Gabriele Paci, Procuratore Capo di Trapani, che ha coordinato indagini fondamentali sul coinvolgimento della mafia trapanese alle stragi; Giuseppe Pipitone de Il Fatto Quotidiano (in collegamento), conoscitore dei retroscena delle stragi; Stefano Maria Bianchi, inviato Rai autore di importanti inchieste sulle collusioni tra mafia e istituzioni; e Rino Giacalone, direttore di Alqamah.it e voce storica dell’antimafia trapanese.
Domani mattina, a Piazza Falcone e Borsellino, dinanzi il murale dedicato ai magistrati, la Polizia Municipale deporrà la Corona per onorare la memoria di Giovanni Falcone e le vittime della mafia.