Caso tamponi ad Alcamo, il procedimento Emolab si chiude con cinque assoluzioni e due non luogo a procedere
Cinque assoluzioni e due proscioglimenti "perché il fatto non sussiste". Dopo cinque anni si è chiusa così la vicenda giudiziaria iniziata nel 2020 attorno al laboratorio di analisi Emolab di Alcamo e a presunte irregolarità nell'analisi dei tamponi in periodo di Covid. Ieri, infatti, il giudice per udienze preliminari di Trapani, Massimo Corleo ha emesso sentenza di non luogo a procedere nei confronti di Fabio Benedetto Di Giorgi e Roberto Evola e sentenza di assoluzione nei confronti di Michele Amabene, Mairilisa Barranca, Salvatore Ciacio, Cristian Pipitone e Massimiliano Terrasi (quest'ultimi hanno optato per il rito abbreviato).
La vicenda, in pieno periodo Covid, ebbe un'imponente eco mediatica. "Vivo apprezzamento e soddisfazione" ha espresso l'avvocato alcamese Vincenzo Abate, legale di Barranca, Evola e Pipitone. "La decisione assunta dal Tribunale di Trapani", aggiunge, "elide definitivamente ogni possibile dubbio sulla integrità e correttezza dell’operato dei miei assistiti. Finalmente si chiude un lungo e tortuoso procedimento che, a mio sommesso avviso, avrebbe già dovuto avere il suo epilogo qualche anno fa”.
Ad assistere gli imputati, oltre ad Abate, sono stati gli avvocati Simone Sabattini, Pietro Riggi, Francesco Galati, Vincenzo Catanzaro, Tommaso Pensabene Lionti e Giuseppe Farina.