Alcamo, sostegno alle famiglie e tutela dei legami con i bambini: al via il progetto P.I.P.P.I.
Rafforzare i legami familiari, sostenere la genitorialità e prevenire le situazioni di vulnerabilità che possono compromettere il benessere dei bambini. Sono questi gli obiettivi del progetto P.I.P.P.I. (Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione), le cui attività sono state avviate anche ad Alcamo dal Distretto Socio-Sanitario n. 55, con il Comune nel ruolo di capofila.
Il programma nasce dalla collaborazione tra il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e l’Università di Padova e propone un modello di intervento che mette al centro i bambini e le loro famiglie, valorizzando le risorse del nucleo familiare e promuovendo percorsi di accompagnamento e sostegno.
L’obiettivo è intervenire sulle situazioni di fragilità attraverso un lavoro condiviso con i genitori, favorendo condizioni che consentano ai bambini di crescere nel proprio ambiente familiare, quando possibile, e riducendo il rischio di separazione dalla famiglia d’origine.
«L’obiettivo è quello di riuscire a spostare l’attenzione dalla sola protezione del minore alla protezione e al rafforzamento dei legami familiari, riducendo il rischio di separazione dei bambini, da 0 a 11 anni, dalla propria famiglia d’origine», dichiara l’assessore ai Servizi alla Persona, Baldo Mancuso.
Il percorso prevede il coinvolgimento degli operatori sociali ed educativi, che affiancano le famiglie partecipanti per analizzare i bisogni dei bambini, le risposte dei genitori e il contesto ambientale in cui vivono. Un approccio integrato che punta a individuare le difficoltà, valorizzare le risorse disponibili e costruire interventi mirati alle esigenze di ciascun nucleo familiare.
Per ogni famiglia coinvolta, il programma ha una durata di 18 mesi. Le attività sono già entrate nel vivo: lo scorso 6 ottobre, alla Cittadella dei Giovani, si è svolto il secondo incontro del Gruppo Genitori. Un momento dedicato all’ascolto, al confronto e alla condivisione, con la partecipazione di assistenti sociali, psicologi, educatori, pedagogisti e del referente territoriale del progetto P.I.P.P.I.