Alcamo, mancato finanziamento Sasi. Giaramita e Canzoneri (Cgil): "Fortemente preoccupati per quanto accaduto"
Non si ferma l'eco del mancato finanziamento regionale del progetto del comune di Alcamo sulla riqualificazione e potenziamento dell'area artigianale di contrada Sasi. Un milione e mezzo andati persi, almeno per il momento, perché, come si ricorderà, la Pec inviata alla Regione per l'adesione al bando non è arrivata a destinazione. Un "problema" di cui nessuno si è accorto al comune e che, di fatto, ha escluso il progetto alcamese dal finanziamento. Anche se, va detto, l'amministrazione comunale sta tentando di correre ai ripari avendo partecipato a un altro bando, questa volta nazionale, per il finanziamento dello stesso progetto. Si vedrà. Nel frattempo, resta il "pasticciaccio brutto" che sta provocando reazioni su reazioni.
Dopo Siamo Alcamo e la Cna, fortemente critiche su quanto accaduto, questa volta è la Cgil a prendere posizione sul mancato finanziamento del progetto su Sasi. “L’esclusione del Comune di Alcamo rischia di privare il territorio di un volano essenziale per la rigenerazione produttiva, l’attrazione di investimenti e la creazione di lavoro di qualità”, affermano in una nota congiunta il segretario provinciale della Fillea Cgil, Gaspare Giaramita, e la segretaria generale della Cgil di Trapani, Liria Canzoneri.
Entrambi esprimono "forte preoccupazione" e chiedono “trasparenza immediata sulle motivazioni tecniche e amministrative che hanno determinato questo esito oltre all’apertura, in tempi rapidi, di un tavolo istituzionale con la Regione, l'Amministrazione comunale di Alcamo, le associazioni d’impresa e le organizzazioni sindacali per recuperare l’opportunità perduta attraverso l’attivazione di ricorsi, laddove fondati, le rimodulazioni progettuali o l’accesso a linee di finanziamento alternative”.
Linee di finanziamento alternative che, va detto, l'amministrazione ha già individuato.
Per la Fillea e la Cgil “l’area produttiva della città di Alcamo non può essere lasciata indietro, piuttosto occorrono investimenti, semplificazione e una governance capace di trasformare i progetti in cantieri e, dunque, in lavoro regolare e in sviluppo duraturo”. Per questo, il sindacato propone un "Piano Alcamo Aree Artigianali” che punti sull'efficientamento energetico e sull’impiantistica green, sulla messa in sicurezza e sulla manutenzione straordinaria, sulla digitalizzazione e sulle connessioni ad alta capacità, su spazi comuni per servizi alle imprese e alla logistica, sulla legalità, sulla contrattazione di qualità e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. "L’esclusione di Alcamo", concludono Giaramita e Canzoneri, "non deve diventare una resa, ma l’occasione per riallineare il progetto agli standard richiesti e riaprire l’accesso alle risorse”.