Ad Alcamo continua a tenere banco il caso "Nocciolina", uno dei "decennali" cani di quartiere presenti sul territorio. Il suo accalappiamento, avvenuto il 10 aprile scorso a seguito di un presunto episodio di aggressività, è fortemente criticato da alcune associazioni animaliste, che oggi hanno scritto al sindaco Domenico Surdi chiedendo la liberazione del cane, che da giorni si trova presso il rifugio sanitario.
Stando a quanto risulta alla nostra redazione, l'accalappiamento è scattato a seguito di una denuncia presentata da un cittadino che sarebbe stato morso dal cane. La normativa prevede, in questo caso, che l'animale venga "osservato" per un periodo di 10 giorni all'interno della struttura: al termine, nel caso non mostrasse ulteriori comportamenti aggressivi, potrebbe anche essere rimesso in libertà, ovviamente dopo una relazione dei veterinari e un'eventuale ordinanza sindacale. L'alternativa è che il cane Nocciolina venga adottato da un cittadino privato o anche da un'associazione.
"Per la piccola Nocciolina, una cagnolina anziana e simbolo della zona, il tempo sembra essersi fermato dietro le sbarre di una struttura di accoglienza", si legge in una nota delle associazioni AMZItalia (Un’Anima Mille Zampe Italia) e Lav (Lega Anti Vivisezione), che hanno fatto sapere di aver inviato un’istanza urgente al primo cittadino, e per conoscenza all’Asp di Trapani, chiedendo l’immediata re-immissione in territorio dell’animale tramite apposita ordinanza sindacale.
"Nocciolina non è un randagio senza meta, ma un membro della nostra comunità," dichiarano i rappresentanti delle associazioni. Che aggiungono: "Per un cane della sua età, la detenzione in una struttura rappresenta un trauma psico-fisico che può rivelarsi fatale". Le associazioni si sono già dichiarate pronte a collaborare con gli uffici competenti per monitorare il rientro di Nocciolina e garantirne la sicurezza, ma restano ferme nella volontà di tutelare i diritti della cagnolina in ogni sede necessaria.